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0932 197 0154 Centro di Odontoiatria Interdisciplinare Mauro: Viale della Resistenza 85 - COMISO (RG)

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La parodontologia si occupa della diagnosi e terapia delle malattie che interessano l'apparato parodontale, costituito da gengiva, osso alveolare, legamenti parodontali e cemento radicolare. Questa patologia infiammatoria e degenerativa, denominata malattia parodontale ( o volgarmente detta piorrea, parodontoisi, gengivite espulsiva etc), se lasciata incurata, porta alla distruzione dei tessuti di sostegno dei denti e infine alla perdita di quest'ultimi.

Nei casi meno gravi, la malattia parodontale si può curare in modo non chirurgico mediante frequenti sedute di igiene orale, curettage (pulizia delle tasche dentali) e scaling / root planning (pulizia profonda delle radici), per rimuovere placca e tartaro. Il laser a diodi offre un validissimo aiuto nella sterilizzazione delle tasche parodontali e nella stimolazione della guarigione tissutale, ragion per cui, unitamente ad altre terapie di supporto, comporta un passo avanti nel controllare questa patologia.

Trattamento parodontale

La malattia parodontale colpisce il 60% della popolazione adulta in forma più o meno grave ed è tutt’ora considerata una delle cause primarie della perdita degli elementi dentari. L’obiettivo della terapia parodontale è quello di eliminare i fattori eziologici della malattia stessa, ed è classicamente suddivisa in tre fasi:

la prima è definita “preparazione iniziale”o “terapia causale” e consiste nella rimozione degli agenti patogeni dal dente, dalla superficie radicolare e dall’epitelio sulculare tramite debridement meccanico, scaling e root planing (SRP).Questa terapia si avvale di strumenti meccanici e/o manuali per l’eliminazione del tartaro e della placca batterica sopra e sotto gengivale, il tutto combinato con adeguate misure di igiene orale domiciliare;

■ la seconda fase si attua dopo la stabilizzazione del grado di infiammazione e di igiene del paziente, ed è di tipo chirurgico, per riparare i danni della malattia parodontale.

■ la terza, definita “terapia parodontale di mantenimento”, ha lo scopo di monitorare il paziente nel tempo per verificarne le condizioni di igiene orale domiciliare, di rimuovere quei depositi di placca e tartaro che sfuggono al controllo del soggetto prevenendo, in questo modo, l’insorgenza di nuovi fenomeni flogistici.

L’integrazione del laser a diodi come supportodel trattamento della malattia parodontale ha dimostrato largamente la sua efficacia grazie ad alcune caratteristiche e al modo con cui il raggio interagisce con i tessuti coinvolti

Fra i principali vantaggi del laser a diodi si ricordano:

■ effetto battericida, con riduzione della componente batterica della placca eliminando completamente, in associazione alla terapia meccanica, alcuni ceppi principali responsabili delle parodontiti (Actinobacillus actinomycetemcomitans, Bacteroides forsythus, Prevotella intermedia Porphyromonas gingivalis);

■ ricolonizzazione batterica più lenta nei siti trattati con il laser rispetto a quelli trattati solo con terapia meccanica. Questo fenomeno sembra essere associato al coagulo che spesso viene a formarsi durante la decontaminazione con il laser, che fornirebbe un sigillo tra la cavità orale e la tasca parodontale;

■ rimozione dell’epitelio sulculare e del tessuto di granulazione senza compromissione del connettivo sottostante con un abbattimento ulteriore della carica batterica e una riduzione significativa della profondità di sondaggio. Alcuni Autori sostengono che il miglioramento delle condizioni parodontali, in seguito al curettage con laser, non sia da associare all’aumentata decontaminazione batterica ma all’eliminazione dell’epitelio sulculare;

■ effetto biostimolante e antiedematoso. Uno degli effetti più interessanti della potenzialità terapeutica del laser a diodi è sicuramente quello biostimolante, ossia la capacità di indurre nei tessuti irradiati una duplicazione cellulare più rapida senza che si verifichino alterazioni di tipo strutturale e/o funzionale.

Altre caratteristiche importanti del laser a diodi sono la sua capacità di decontaminare maggiormente i siti con sondaggi alti (maggiori di 5 mm) e gli elementi pluriradicolati dove è più difficile andare ad ottenere una azione battericida.

  • Chirurgia parodontale: In parodontologia è possibile intervenire sia sul tessuto osseo, rigenerando il tessuto perduto nelle tasche parodontali, sia sul tessuto gengivale, ricoprendo i difetti della gengiva che sembra essersi "ritirata". Si tratta di interventi estremamente delicati, spesso di microchurgie, possibili solo se la malattia parodontale è contollata.

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